Il Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova

Il cimitero di Staglieno deve la sua notorietà e il suo valore non solo ai grandi personaggi che vi sono sepolti, ma soprattutto alla ricchezza di monumenti scultorei ed architettonici che contiene.

Sebbene ancora incompiuto, venne inaugurato ufficialmente il 1° gennaio 1851 seguendo in parte il progetto dell’architetto Carlo Barbino. La realizzazione fu affidata a Giovanni Battista Resasco, continuatore dell’opera del maestro. L’impronta architettonica di Staglieno è neoclassica, la stessa di gran parte dei palazzi più rappresentativi di Genova, come il Teatro Carlo Felice e l’Accademia.

Alla struttura quadrangolare del nucleo originario si è aggiunta nel corso degli anni l’espansione verso i declivi collinari, e l’intenso sviluppo della vegetazione ha conferito all’insieme un aspetto fortemente suggestivo di fusione tra architettura e natura circostante. Il Pantheon infatti, contornato dai porticati superiori, collegati attraverso la monumentale scalinata a quelli inferiori si adagia sulla verde collina retrostante che, popolata da una sempre più fitta vegetazione ospita cappelle e monumenti disseminati e seminascosti nel verde. In quest’area si trovano la Tomba di Giuseppe Mazzini e quelle di molti protagonisti del Risorgimento.

A Staglieno si sono succeduti gli stili artistici di oltre un secolo, dal Neoclassicismo al Realismo, fino al Simbolismo, al Liberty e all’Art Déco, dando vita ad una scuola di scultori le cui opere si sono diffuse oltre i confini regionali e nazionali.

Il cimitero, nato a metà del secolo XIX e sviluppatosi con grande intensità rappresentativa fino a dopo la prima guerra mondiale, segue con perfetto parallelismo storico e culturale vicende, ideali, l’idea stessa della vita di una classe in ascesa, la borghesia: dai momenti della massima crescita fino alle crisi di identità che segnano la sua storia negli ultimi decenni dell’Ottocento e nei primi del Novecento.

Innumerevoli sono le testimonianze di personaggi storici, letterati e artisti che, pur con giudizi diversi, ricordano la grande impressione e il fascino di questo luogo di memorie pubbliche e private, in cui la volontà monumentale si unisce, inscindibilmente, alla suggestione ‘romantica’ del paesaggio, in un intreccio strettissimo fra monumento, architetture, memorie storiche e natura.